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domenica 20 maggio 2012

Perché la farina "00" fa male.

Spesso ci troviamo ad usare la farina "00". Forse molti di voi non sanno che in realtà un prodotto così raffinato ha notevoli effetti collaterali sull'uomo. Uno dei migliori articoli che ho trovato sul web che spiega il perché è questo apparso su GreenMe.it. Buona lettura:



Questa farina – diffusissima nei supermercati e comunemente usata negli impieghi casalinghi - si ottiene attraverso la macinazione industriale del chicco di grano, che comporta l'eliminazione del germe (ovvero il cuore nutritivo del chicco, che contiene aminoacidi, acidi grassi, sali minerali, vitamine del gruppo B e vitamine E) e della crusca (la parte più esterna, particolarmente ricca di fibre). Tutto questo porta a un impoverimento della materia prima: da questa macinazione si ottiene infatti una farina raffinata, che si mantiene a lungo, ma risultaterribilmente depauperata e ricchissima di zuccheri.
[Continua a leggere l'articolo cliccando qui]

mercoledì 9 maggio 2012

Che pasta mangiamo?

Oggi ho deciso di parlare di pasta. E più precisamente della pasta italiana. Partendo da questo bellissimo servizio, realizzato da Lisa Iotti per Presa Diretta, si può capire precisamente il paradosso italiano dovuto all'importazione di grano straniero a scapito del grano italiano.

Ho avuto grandissima difficoltà a trovar scritto sui pacchi di pasta (di varie marche italiane) grano 100% italiano. Generamente è facile trovare scritto "ricetta italiana" o "da tradizione italiana" o altre scritte simili. Da qualche mese, forse anche a causa di questo servizio di Presa Diretta, la coop ha deciso di investire su questo tipo di produzione su scala nazionale. Se siete a conoscenza di altre marche di pasta che producono da grano 100% italiano, avvisatemi che creo una lista di prodotti.


La puntata intera di presa diretta potete visualizzarla cliccando qui

giovedì 26 aprile 2012

Vandana Shiva sulla globalizzazione e l'uso degli OGM

Questa è un'intervista a Vandana Shiva che parla della globalizzazione in generale ed in particolare sulle conseguenze dell'utilizzo degli OGM e delle pratiche che hanno portato l'economia a renderli "fondamentali" per la produzione di cibo. Buona visione.

venerdì 7 ottobre 2011

Pasolini non ama l'ikea

Tutti in casa hanno un mobile ikea. Chi non ha una lampada o un tavolino. Molti ci vanno anche solo per passare il tempo, alcuni magari non ci sono mai andati. Tutti quelli che ci vanno però dicono che le cose costano poco e se le possono permettere tutti. Ti offrono un bel tavolo, una bella sedia, un bell'armadio a pochi euro. Ed è tutto vero. Della durata nessuno ne parla, perché tanto per quello che hai speso, alla fine se si rompe ne puoi comprare un altro, magari diverso e più bello. Bene io non contesto questo, questo non mi interessa. Forse va bene o forse no, non lo so.
Però un giorno ho aperto le lettere luterane di Pasolini e ho letto a pagina 46 delle parole che dicevano così:

I primi ricordi della vita sono ricordi visivi. La vita, nel ricordo, diventa un film muto. Tutti noi abbiano nella mente un'immagine, che è la prima, o tra le prime, della nostra vita. Quell'immagine è un segno e, per l'esattezza, un segno linguistico. Dunque, se è un segno linguistico, comunica o esprime qualcosa. Ti faccio un esempio, Gennariello, che a te napoletano suonerà esotico. La prima immagine della mia vita è una tenda bianca, trasparente, che pende, credo immobile, da una finestra che dà su un vicolo piuttosto triste e scuro. […] In quella tenda si riassume e prende corpo tutto lo spirito della casa in cui sono nato. Era una casa Borghese a Bologna. […] quegli oggetti (la tenda) sono, appunto, dei segni linguistici […] La loro comunicazione era dunque essenzialmente pedagogica. Essi mi insegnavano dove ero nato, in che mondo vivevo e, sopratutto, come dovevo concepire la mia nascita e la mia vita.*

Quello che vuole comunicare Pasolini consiste essenzialmente nella natura pedagogica degli oggetti con i quali conviviamo. Non solo solo corredo, non sono solo mezzi. Gli oggetti, i mobili, la tenda, sono il nostro primo insegnamento. Un insegnamento precedente rispetto a quello verbale. Un insegnamento al quale non possiamo esprimere assolutamente alcuna opposizione, perché siamo ancora troppo piccoli.
Molti di noi sono cresciuti in case povere, alcuni in case borghesi, come quella di Pasolini magari, oggi i figli appena nati, o che nasceranno, cresceranno in case con molti mobili ikea. Bene, e che male c'è? Nessuno forse.
Forse i mobili ikea essendo buoni per tutte le persone di tutto il mondo sono anonimi. Hanno nell'anonimato la loro peculiare caratteristica. Saranno il primo impatto per coloro che nasceranno, saranno la tenda che ha insegnato a Pasolini i valori borghesi, però non insegneranno i valori borghesi, criticabili o meno, insegneranno l'anonimato, l'esser adattabili, poco durevoli e buoni per tutti. Distruggeranno le differenze e non permetteranno alle persone di strutturarsi in un contesto unico.
Ecco perché forse non sempre un tavolino è necessario che sia bello e a basso prezzo. Ecco perché forse a Pasolini non sarebbe piaciuta l'ikea.


* P.P.Pasolini, lettere luterane, garzanti 2010, pp 46-49